giovedì, 16 luglio 2009
black-chinned-humming-3
Il colibrì spiccò il volo
raggiunse il teatro del silenzio
si posò alla terrazza del poeta
e intonò il suo canto d’amore,
 
liberato il dolore dalle stanze
raggiunse il bosco dei faggi
le sue ali erano foglie nel vento
all’albero della malinconia,
 
l’usignolo delle carezze
usò le sue piume
per il nido del colibrì
e piansero assieme la loro solitudine
lungo i fossi dei gigli bianchi,
 
portami ancora tutto di te
anche le tue voglie stanche
che io possa ingannare il dolore
e sentire le mie mani felici
nei versi che muovo nell’aria
di questa estate che mi vede nuova
che mi vede come colibrì.
colibrì
postato da: barchedicarta alle ore 20:22 | Permalink | commenti (12)
categoria:la fioraia di maggio
sabato, 06 giugno 2009

 

la casa spentala casa spenta 2

C’era una casa allora

e il campo giallo sul fianco

le donne bagnate nell’orto

e il canale brillava di pesci sole,

c’era un ponte

e poi la strada stretta

a sembrare la manica

di una giacca grigia

e un cancello che chiudeva

fuori la vita sudata nei campi,

c’è una casa spenta ora

un tetto squarciato

per vedere il cielo da vicino

e un albero di ciliegie

cresciuto dentro

che si allunga all’aria

per dare marmellata agli uccelli

e c’era una corte con gli archi

per seccarci le foglie di pannocchia

buone per farci materassi per l’inverno

che di mattino poi i solai

odoravano di pelle e pane.

al campo giallo

 campi di colza

è una casa che mi affascina tutte le volte passo per quella strada... e il campo giallo di colza nei giorni scorsi era una meraviglia, ho voluto fermarla con delle foto, dopo vari appostamenti...

postato da: barchedicarta alle ore 07:10 | Permalink | commenti (17)
categoria:la fioraia di maggio
sabato, 09 maggio 2009

fiori di campo

Volevo ringraziarvi dei vostri gentili commenti con questo semplice mazzolino di fiori che ho raccolto oggi tornando a casa dalla scuola, oggi è stata una giornata davvero calda, una leggera neve di polline volava nel sole, in golena gli uccelli cantavano felici, avrei voluto stendermi sulla scarpata e ascoltare quei canti fino a sera.

Vi auguro inoltre un buon fine settimana e mille splendidi soli!!

a braccia aperte, grazie ancora a tutti...

cricri

nota: la casa che vedete, dietro il vaso del mio davanzale, è della mia vicina Milena, per ben due volte suo figlio aveva insistito nel portarla a Bolzano vicino a lui, essendo lei rimasta sola in quella casa grandissima, ma Milena non era capace di abituarsi e ora è tornata e ci resterà almeno per tutta l'estate ed io ne sono felice, per me vedere chiusa quell'unica casa vicina alla mia mi dava un'infinita tristezza, ero abituata al mattino aspettare che Milena aprisse i suoi balconi, fare due chiacchere assieme, vederla trafficare nell'orto, fare la passeggiata con il suo cagnolino, sotto la vite con le amiche a fare filò.

Sulla destra potete notare un angolo di verde, quelle sono le scarpate d'erba davanti a casa mia, (si vede meglio nell'altra foto tra i media). Nella foto sotto Milena e la sua chioma bianca, è bello rivederla nel suo orto, l'ho sempre detto che qui ci si ammala di Matana come il mal d'Africa.

Milena nell

postato da: barchedicarta alle ore 00:23 | Permalink | commenti (9)
categoria:la fioraia di maggio
giovedì, 07 maggio 2009

iris di Milena 

Verrai con la lavanda

il rosso dei papaveri ai piedi

e il sudore del grano

dentro il petto di spiga

e il mio vestito saprà di pane

e le briciole nel letto

racconteranno alle formiche

i nostri baci

e mi porterai il tramonto del campo

dentro l’incavo delle tue mani

per tenere il sole

nella casa degli attrezzi

e sulle scale le carezze

della coperta di lana,

di notte quando verrai

dalle terre bagnate

le mie gambe tremeranno,

sulla porta ho cento domani

e un dove mi coglierà sveglia

nell’alba scavata dal cielo,

a dimora le piante

e il mio cuore attorno

agli iris dei verdi fossi.

 

postato da: barchedicarta alle ore 07:52 | Permalink | commenti (17)
categoria:la fioraia di maggio
mercoledì, 18 marzo 2009

 

Le mie braccia di glicine

attorno al tuo respiro tremolante,

 

la mia mano

gonfia di parole,

 

bianco magnolia

è il mio foglio appeso al tuo ramo,

 

sono pesce muto

nell’acquario del cielo,

 

la fioraia di maggio

che recide gli steli dei giorni.

 

Pozzo vuoto

il tuo ricordo.

 

postato da: barchedicarta alle ore 00:35 | Permalink | commenti (12)
categoria:la fioraia di maggio
lunedì, 16 marzo 2009

 

Diceva la tua cartolina
e quel piccolo fiore blu
sosteneva la distanza.
 
“Un’ora è un mare
fra alcuni, e me -
con loro sarebbe il porto –”
la piccola Emily scriveva,
 
ed io disegnavo il cielo di Amherst
e mettevo al collo il suo nastrino
recitando il colore del colibrì
e vedevo case di raso lungo il sentiero
che portava alla tua dimora sopra la nuvola,
e dame con l’ombrellino nel pallido paesaggio
come un festoso mazzolino di
 
- non ti scordar di me -
 
 
postato da: barchedicarta alle ore 11:37 | Permalink | commenti (14)
categoria:la fioraia di maggio
sabato, 14 marzo 2009

Ho perso il cuore che mi hai disegnato,

la farfalla che sorrideva della mia pelle.

Cerco il tuo sorriso alle mie spalle

ma ho scapole nude,

schegge che non accarezzi.

Il tuo capo e il collo modello

con la creta dei miei perché,

impastati al silenzio antico

di una pianura

che posso toccare solo

con occhi divisi.

Vorrei poterti leggere

Cechov un giorno,

incontrarti nel giardino dei ciliegi,

e tu

vento di marzo a spogliarmi.

postato da: barchedicarta alle ore 09:05 | Permalink | commenti (12)
categoria:la fioraia di maggio