
Ho il sole qui
tutto dentro un cappello
sgualcito di cielo,
mani a cucchiaio
che versano nuvole sui monti,
un sogno alto e grande
a Sass de Putia,
Passo delle Erbe.
Ai fianchi una gonna zingara
di mussola e fiori,
piedi nudi per correre
dentro braccia impaurite
che non sanno vestirmi di domani
e la pelle mia che conosce
solo neve bianca delle Alpi,
sono figlia di montagne da scalare
e dirupi freddi posati
sui polsi del mattino.
Oh! Portami lontano
che io possa rinvenire
la pietra nel bosco
lasciata sotto l’albero del ginepro
e la volpe scarlatta
nella tana delle bacche viola.
Io, aspetto il rito delle foglie
quando l’autunno spoglia
i rami del tuo nido al fiume,
aspetto la sposa nel letto
che copre il suo cuore
con le pagine di un libro
e gli occhiali sul naso,
aspetto l’uomo
che vuole sapere il
mioquantobene.
Tanto e poi tanto, amor mio
che tutto copre
anche le nostre pene.








