mercoledì, 21 ottobre 2009
laguna
 
 
Svito la sera,
coperchi di nuvole
negli scuri del cielo,
e fanno ritorno girasoli di pensieri.
 
Hai messo
conserve di sorrisi
per l’inverno
nella mia cantina di poca luce.
 
Distillo il vino nuovo
travasando silenzi
dentro verdi bottiglie
di quel tempo e prati.
 
Il mio nudo porto
non ha un tozzo di vela,
né sigarette di marinai
che si fumano l’alba e baciano le loro donne.
 
Nessuna terra
dove posare
i nostri occhi d’isola
e scoperte.
 
Ho il cuore di pugni e zavorre
che batte in un petto
di conchiglie mute,
senza onde di te.
 
Vascelli di parole
erano le bocche nostre
e il tuo sole nelle mani incrociate
in orizzonti d’attesa.
 
Ora il vino rancido
ubriaca solo la mia aria
che non ha braccia di vite,
né sguardi di mosto.
 
 
 
 

 

postato da: barchedicarta alle ore 18:45 | Permalink | commenti (19)
categoria:barche di carta
lunedì, 13 luglio 2009

 

Ma ecco il Delta
e il tuo fiume si separa dalla terra
e il mare ti accoglie,
tu,
miracolo di donna,
giovane ragazza che non sei più,
sorella di poesia,
volavi tra le righe con una freschezza
che era vento di maggio,
davi l’amore a piene mani
offrendolo con semplicità a noi,
con quella carezza che ti faceva gabbiano
e ti posavi come un sole,
bambina cara,
sulla riva delle nostre vite.
Ora sogna,
mentre noi ascoltiamo
il tuo cuore
cantare ancora versi d’amor.
 
 
per Elisa 13 luglio 2004
 
 libro elisa
postato da: barchedicarta alle ore 00:30 | Permalink | commenti (6)
categoria:barche di carta
sabato, 16 maggio 2009

 

Non posso più baciare

la tua bocca piena di silenzi,

il sole drammatico,

lontano il mio cuore

dove il tuo sangue non scorre più,

la casa di poco sole

il luogo che mi aspetta,

là dentro nelle mie lettere

ci troverai il mio amore ripiegato,

quel giorno guardami

con gli occhi di mio padre e capirai

la piccola briciola viva della mia anima.

 

 

 

 

n.b. ho postato dal pc dell'internet point della biblioteca, il mio l'ho dovuto portare in officina e non so quando potrò riutilizzarlo, inoltre starò fuori per un paio di gg, con il banchetto creazioni al mio paese per la sagra, intanto vi abbraccio tutti ad uno ad uno, grazie amici, spero al più presto di recuperare i vs. post.

postato da: barchedicarta alle ore 15:07 | Permalink | commenti (16)
categoria:barche di carta
mercoledì, 08 aprile 2009

 

In questa giornata di sole

 

a farmi compagnia

 

le carezze che non ho.

 

 

 Invenzioni d’amore

 

   Ora non posso

   inventarmi un nuovo amore

   se non il Tuo.

  

 

  Ortica

 

 La mia vita,

 

quarantatré addii,

facili ortiche del mio orto

coltivato all’ombra di un amore lontano,

 

errore del mio insopportabile cuore.

  

 

Del poco amore e di un inverno

 

È poco il mio amore,

è vago e triste.

È come un cielo inazzurrato di pochezza.

 

 

 

 

postato da: barchedicarta alle ore 19:14 | Permalink | commenti (10)
categoria:barche di carta
martedì, 07 aprile 2009

 

Dai calici di tulipani

bevo i tuoi colori,

ho passi leggeri

per non calpestare viole

del mio triste pensiero,

la sera sfuma nelle braccia

spossate dai saluti

e i baci ancora là

appesi alle labbra,

la mia tortora tuba

implorando il caldo nido

ma ali spezzate al cielo

non sanno più volare,

le tue bandiere di libertà

han dato al cuore l’inverno.

 

Un nuovo mattino,

e graffi di luce

al seno tiepido ferito.

postato da: barchedicarta alle ore 19:13 | Permalink | commenti (8)
categoria:barche di carta
sabato, 28 marzo 2009

Di te che non mi sfiori

con labbra e fiato dentro il cuore,

la sera vuota del tuo nome

e mani che ormai san di brine.

 

Sul tavolo verso

pensieri di vino da dimenticare

e un cielo perso di una domenica

in tralci inarcati al tramonto serale.

 

Nel bacio dell’arrivederci

nascondevo i gesti

e tacevano le braccia

rubando gli ultimi colori alla tua piazza.

 

Mendicante scalzo

nel chiedere te e la tua terra,

ma mi portava via

l’inverno di silenzio.

 

Ora il giorno delle tue non carezze

è un buco dove scrivo per non morire.

postato da: barchedicarta alle ore 23:22 | Permalink | commenti (9)
categoria:barche di carta
mercoledì, 04 marzo 2009

 

Affacciati nella tazza d’orzo i miei mattini,

nera caffé la luce fuori,

gazza la mia vita

anche oggi mi ruba la tua presenza.

Dal bosco tardivo di verdefoglia

esce un pianto umido,

e il bisogno di parole si bagna,

ma è solo silenzio

che divido e raccolgo.

Nella serra del cuore

riparo il fiore

da quello che non ci è dato,

tra me e te c’è una terra di mezzo

che trattiene dita bocche occhi.

Attendo,

come la sedia di vernice fresca

che ho messo all’aria

e il mio domani

sarà ancora asciutto di te.

 

postato da: barchedicarta alle ore 23:43 | Permalink | commenti (19)
categoria:barche di carta
giovedì, 26 febbraio 2009

 

Hai cucito fiori di vicinanza

sopra la terra del mio cuore,

sei venuto a ripararmi le vele,

imbastire parole

per questo giardino

slacciato di verde.

Non eravamo che scampoli di ore

tra le pieghe del nostro bene.

Il filo della tua voce,

l’orlo della tua pazienza,

il tuo coraggio bambino

a rammendare

questi miei silenzi,

asole di sole

per tenerci

nella fodera della vita.

 

postato da: barchedicarta alle ore 00:03 | Permalink | commenti (15)
categoria:barche di carta
lunedì, 09 febbraio 2009

 

Ritrovo il cerchio dell'abbraccio

che mi stringeva a stento,

qui la tua mano e niente moriva mai,

ora raccolgo foglie del mio viale

accartocciando la vita

in sere di silenzi.

 

Ti chiedo

come il vento sulle foglie,

perché le mie giornate

s’innamorino dell’ombra dell’amore,

aspettando il cuore degli altri tuoi domani        

offro un sorriso pubblico ai passanti

 

ma parlo sola con il merlo che fischia nell’aria.

postato da: barchedicarta alle ore 07:20 | Permalink | commenti (7)
categoria:barche di carta
martedì, 03 febbraio 2009

Hai bevuto il mio mare

senza chiedermi il bicchiere di ieri,

preso la luna

che rubava l’ombra nel giardino

e scavalcato la siepe

che disegnava il mio confine da te.

L’eco delle tue attenzioni

era foglie di gelso

e succo di more gentili.

Io e te abbiam sudato domeniche intere

per questa caserma abbandonata,

e sotto scale gialle

di ranuncoli e tarassaco,

abbiamo fondato una repubblica

di coraggio e sole

dove io posso dire di amarti,

e il mio dono per te

è il figlio nostro,

fratello d’acqua di Eridano,

Oceano e Teti.

Anche se il quadrifoglio

non ha mai abitato questa casa,

uomini soli,

guardando il nostro rosa,

sognano gli archi di pietra serena

e il cortile di verde affanno e aria.

Quel giorno cantavi

sostituendo il tetto al cielo

mentre io dipingevo

la stanza ricovero ai miei poeti,

granaio del cuore,

e proprio qui ho imparato vivezza di parole

che si sono mosse come nuvole di Delta.

 

postato da: barchedicarta alle ore 11:21 | Permalink | commenti (8)
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