martedì, 17 novembre 2009
 
 abstract
 
Era nato a Trecenta,
terra di condanna
il Polesine di fine Ottocento,
l’anarchico delle due ruote,
si chiamava Luigi Masetti,
eroe del fango con il suo bicicletto,
mangiò polvere e pietraie per chilometri,
imprese di fatica e salite
dalle Alpi ai Pirenei.
Con soli cinquecento lire
fece andata e ritorno
Milano Londra Chicago,
negli anni poi
Spagna Germania Russia
e dolci conversazioni con Tolstoj.
Viaggiava nel mondo il Luigi
esploratore del vento,
custode di piogge
e amico dei grandi
nei suoi traguardi
simili ai sogni.
Spinse il suo Eolo
fino all’Anatolia
toccando Izmir e Mileto,
le terre del Mar Nero,
lontano dai luoghi della malinconia.
Nei suoi ultimi viaggi
dicono suonasse
un’ocarina in riva al mare
per la sua dolce Ada da dimenticare.
E alla fine correva, correva ancora
con il suo costume da ciclista rattoppato
per le strade di Milano
a far volantinaggio e politica,
tanti dicevan che era diventato matto.
Luigi Masetti, pioniere di libertà
in quel mondo passato
dai troppi dimenticato,
nessuna via, nessun monumento
al paese suo a lui fu mai dedicato.
 
 CCI17112009_00001
 

postato da: barchedicarta alle ore 00:13 | Permalink | commenti (20)
Commenti
#1    17 Novembre 2009 - 00:34
 
Capperi Cricri : dolci conversazioni con Tolstoj..
Mi permetti di evidenziare da me questo post?
Domani mi vado a fare una ricerca ulteriore.


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#2    17 Novembre 2009 - 00:34
 

Porterò il personaggio di Masetti che trovo straordinario (ho letto da poco un libro bellissimo su di lui) in una rassegna con la biblioteca di qui, dove verranno presentati e illustrati con foto diapositive ecc. alcuni viaggi, l'iscrizione è aperta a chiunque abbia fatto un viaggio anche immaginario come di quelli che faccio anch'io a volte...

per chi vuole saperne di più:

Il dio del pedale

Luigi Masetti nacque a Trecenta (Rovigo) nel 1864. Subito dopo le rivolte contadine, completato un ciclo di studi a Lendinara, dove si recava a piedi o sul dorso d’un asino, emigrò a Milano (1884). Vivendo in una soffitta con le sorelle, scopre il bicicletto nel 1891, anno in cui, lavorando e studiando, si iscrive all‘Università di Pavia (facoltà di giurisprudenza). Partecipa alla prima Milano-Torino, a diversi criterium su pista al Trotter milanese, divenendo un beniamino di Eugenio Torelli Violler, fondatore e direttore del Corriere della Sera.

Nel 1892 compie un giro cicloturistico d‘Europa (Milano-Parigi-Berlino-Vienna-Milano), nel 1893 con il suo bicicletto Eolo fece Milano-Londra-New York-Chicago-Milano (il viaggissimo, come venne allora definito). È l‘inizio della carriera del biciclettista più famoso e amato d‘Italia, dei resoconti e dei ritratti che appaiono su diversi periodici e che ne fanno il poeta del bicicletto in un‘epoca in cui strade e cieli e mari cominciano a popolarsi di mostri meccanici. Seguiranno altri viaggissimi: Alpi-Piramidi-Milano, Ceuta – Capo Nord - Bosforo ecc. Durante queste scorribande incontrerà diversi personaggi e ne riferirà con passione, la stessa che profonde per centinaia d’altre persone. I suoi percorsi sembrano studiati per incontrare culture e tradizioni e stabilire un equilibrio tra corpo/spirito e mezzo meccanico. Di lui scompaiono, improvvisamente, testimonianze e documentazioni nei primi anni del Novecento.

Al paese natale non esiste una sola traccia della sua nascita, né una lapide. Non gli hanno dedicato un vicolo, né è resistita la memoria delle sue imprese che richiamavano centinaia di persone ad ogni sua partenza, passaggio e arrivo.

Masetti, oggi, risalta per il desiderio d‘appartenere a un mondo che tende a scomparire e per una tenacia che lascia intuire profondi valori. Vi appare la sportività, la testardaggine, la cultura, l‘amore per la natura, il mondo e le persone che lo circondano, persino un certo impegno politico che lo lega all‘opera del recanatese Nicola Badaloni, all‘epoca medico condotto a Trecenta. Non solo: Masetti è un poeta, un anarchico del bicicletto, un piacevole narratore. Una sorpresa per chi ebbe la fortuna di incontrarlo e ascoltare i suoni e ritmi prodotti dalla sua inseparabile ocarina. Egli incanta e trasmette sensazioni particolari ancora oggi, proponendo la sua figura e le sue imprese. Ai giovani e a chi ama mirare il mondo percorrendolo slowly, pedalata dopo pedalata. A ben vedere, in questo suo ciclovagare si percepisce l’errante di fine Ottocento e primo Novecento che tante testimonianze ha lasciato nell’ambito letterario e artistico.

Milano e la Lombardia divennero per Luigi Masetti luogo d‘adozione e di vita. Dal capoluogo milanese si irradiò tutta la sua attività sportiva e la sua avventura umana. Un emigrante polesano, antesignano delle migliaia di conterranei che, dopo l’alluvione del 1951, si rifugiarono nella regione lombarda mettendoci profonde radici.
Un messaggero dell’italianità lungo le strade delle Nazioni e Continenti che percorreva.

«Se fosse francese sarebbe portato sugli scudi - se fosse americano si sarebbe fatto una sostanza, ma è italiano, non è quindi da stupirsi, se fuor che da pochi il suo viaggio ardito è calcolato un nonnulla», si leggeva, nel 1893, su Il Ciclo non appena il Masetti ritornò dal viaggissimo Milano – Londra – Chicago - Milano.
Se fosse stato tedesco, come l’Heinrich Horstmann che il 2 maggio 1895 montò sulla bici per compiere il giro del mondo (portato a termine il 16 agosto 1897), avrebbe fatto soldi a palate.

Esistono diverse ipotesi sulla scomparsa di Luigi Masetti e sull’oblio che ne ha sommerso imprese e figura. Non vogliamo credere che il mitico ciclista trecentano, tanto caro alle folle, sia deceduto a Milano nel 1940. Luigi Masetti non può aver chiuso gli occhi ultrasettantenne su un comune letto, circondato dai propri cari: lui e gli altri eroi del bicicletto esalarono l’ultimo respiro accanto al loro mezzo meccanico, lo sguardo spalancato sul mondo che percorsero e amarono, superando le abitudini e l’inerzia quotidiana.

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#3    17 Novembre 2009 - 07:26
 
 Ne hai fatto un ritratto poetico molto vivo e che gli rende onore, i visionari come lui di quersti tempi sono preziosi.. I miei bis nonni erano di Rovigo, ebrei erranti, contadini e suoi contemporanei... chissà magari si sono anche conosciuti in mezzo a quelle lotte contadine.
Grazie per le parole che hai lasciato da me, un caro saluto Cricri, H.
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#4    17 Novembre 2009 - 08:08
 
a volte penso a tutte le notevoli personalità che devono esser vissute nel corso del tempo, peccato che di molti non si sappia niente.
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#5    17 Novembre 2009 - 08:46
 
bellissima tutta!
hai dato risalto grandioso a un eroe del suo tempo
dimenticato come tanti nella propria patria
nemo profeta...
grande anche tu!
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#6    17 Novembre 2009 - 10:32
 
quanta strada è passata ...
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#7    17 Novembre 2009 - 12:34
 
la storia è fatta dagli eroi comuni, dagli spiriti liberi
bellissimo omaggio ne hai fatto oggi Tu! con quel suo "bicicletto" fantastico! ciao
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#8    17 Novembre 2009 - 13:28
 
Hai saputo tirar fuori dalla soffitta impolverata, una bicicletta poetica indimenticabile. E il monito, Bisogna sempre pedalare molto.
Grazie infinite.
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#9    17 Novembre 2009 - 15:24
 
Interessante sto personaggio, anche se a tutta prima avevo capito del Masetti anarchico che sparò ad un ufficiale a Bologna nel 1911. Grazie per il commentone!!
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#10    17 Novembre 2009 - 18:58
 
Ho mantenuto la promessa da me..
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#11    17 Novembre 2009 - 20:34
 
ho voluto aggiungere una nuova foto di Luigi Masetti tratta dal libro "l'anarchico delle due ruote" di Luigi Rossi  ediciclo editore

perchè nel suo sorriso si respira la goia di vivere, lo spirito d'avventura, in un viso pulito e aperto al mondo...

in questo sito, dove gentilmente Marzia ospita il mio post, potete trovare altre parole sul Masetti...

grazie a tutti e soprattutto a Marzia

http://marzia.wordpress.com/


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#12    17 Novembre 2009 - 21:17
 
Quante storie da scrivere, dietro una vecchia foto!
Non conoscevo questo personaggio, ha avuto una vita davvero da raccontare...
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#13    18 Novembre 2009 - 08:22
 
 e vedeva spighe e papaveri....
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#14    18 Novembre 2009 - 08:47
 
La memoria non va mai accantonata, ma ribadita e tramandata. Anche impreziosita con emotiva partecipazione.
Un sorriso per una serena giornata.
^________^
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#15    18 Novembre 2009 - 10:47
 
Con la tua dolcezza questo personaggio ha ripreso vita nella tua poesia. Quanta tenacia nel suo vissuto, quante difficoltà...e poi è la prima volta che sento il termine "bicicletto"...
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#16    18 Novembre 2009 - 13:07
 
Pensa che io non lo conosco... un sorriso
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#17    18 Novembre 2009 - 20:43
 
Grazie per avercelo fatto conoscere. Mentirei decendo il contrario però è interessantissimo. Verrò a rileggere con calma. Un abbraccio  Maria
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#18    19 Novembre 2009 - 09:19
 
Buona giornata cricri
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#19    19 Novembre 2009 - 20:07
 
grazie a tutti
sono felice del successo di questo post
era ora che Masetti venisse ricordato in maniera degna anche se molto umile con questa mia poesia senza tante pretese....
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#20    23 Novembre 2009 - 03:10
 
Questa è una poesia d'anima, cricri, senza pretese, dici bene: la grande poesia è SEMPRE senza pretese come le grandi anime sono SEMPRE umili.
Non c'è una via o una piazza che lo ricordi al suo paese? Basta la tua poesia " senza pretese ".
E poi, c'è sempre tempo.
E vedi che cosa rara: non è quello che pensiamo a farci grandi né il partito o la fede, ma quanto e come amiamo.
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categoria:bandiere rosse