
Era nato a Trecenta,
terra di condanna
il Polesine di fine Ottocento,
l’anarchico delle due ruote,
si chiamava Luigi Masetti,
eroe del fango con il suo bicicletto,
mangiò polvere e pietraie per chilometri,
imprese di fatica e salite
dalle Alpi ai Pirenei.
Con soli cinquecento lire
fece andata e ritorno
Milano Londra Chicago,
negli anni poi
Spagna Germania Russia
e dolci conversazioni con Tolstoj.
Viaggiava nel mondo il Luigi
esploratore del vento,
custode di piogge
e amico dei grandi
nei suoi traguardi
simili ai sogni.
Spinse il suo Eolo
fino all’Anatolia
toccando Izmir e Mileto,
le terre del Mar Nero,
lontano dai luoghi della malinconia.
Nei suoi ultimi viaggi
dicono suonasse
un’ocarina in riva al mare
per la sua dolce Ada da dimenticare.
E alla fine correva, correva ancora
con il suo costume da ciclista rattoppato
per le strade di Milano
a far volantinaggio e politica,
tanti dicevan che era diventato matto.
Luigi Masetti, pioniere di libertà
in quel mondo passato
dai troppi dimenticato,
nessuna via, nessun monumento
al paese suo a lui fu mai dedicato.

postato da: barchedicarta alle ore 00:13 | Permalink | commenti (20)
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