
Il sacco porti
sulle spalle forti
e la testa piegata
ai pensieri di fame,
i piedi nudi nel sole
pensano alla sabbia di mare,
potresti portarci
i figli la domenica
a respirare aria buona
e la tua donna bella,
che di fiato ha cento baci,
a colorare la pelle bianca sua
e caricarla un giorno in moto
a prender le misure
dalla sartina in centro
ché merita sì
una veste tutta nuova
e un cappellino di paglia in tinta.
- Dai, dammi una mano
che si fa prima a caricare il carro
che stasera voglio portare
a casa due patate dolci
per i miei ragazzi magri -.
n.a. Devo dire che quando ho visto questa foto mi sono commossa, la bellezza della luce che filtra, le spalle curvate dal peso del sacco, il fazzoletto legato al collo a raccogliere il sudore e quei piedi nudi sulle assi di legno, mi hanno fatto sembrare l’immagine quasi un dipinto di un santo per mano di Caravaggio, si potrebbe dire santo della fatica e dei sacri-fici che una volta erano sforzo, poco pane e acqua di pozzo. Io che non li ho conosciuti così chiaramente, guardando quest’uomo ho pensato alle migliaia di braccianti che hanno lavorato a testa bassa subendo le peggiori ingiustizie. Ora che il contadino potrebbe vivere meglio, con strumenti, attrezzi e nuove tecnologie, di gente che lavora la terra non se ne vede più, perché il contadino è stato abbandonato dai politici che se ne fregano dell’agraria. A noi è rimasta la tristezza delle solite colture lavorate meccanicamente e con freddezza per chilometri e chilometri di distese di campi. I sentimenti che muovevano le mani dei contadini che lavoravano un loro appezzamento non esistono più. Importiamo dall’estero prodotti che si potrebbero coltivare qui in Italia. Sarebbe ora di ritornare alla terra. Sarebbe ora che chi ha voglia avesse degli incentivi e delle possibilità per vivere la serenità di un campo, la bellezza di vedere nascere piante, frutti e verdure dalla propria terra. Sarebbe proprio ora.
(E qui ci vorrebbe un intervento di Manlio che meglio di me conosce la storia e magari non approverà nessuna delle parole che ho detto).
La foto è tratta dal libro “La fatica per immagini” del prof. Dino Felisati.
postato da: barchedicarta alle ore 22:43 | Permalink | commenti (23)
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