domenica, 25 ottobre 2009
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Il sacco porti
sulle spalle forti
e la testa piegata
ai pensieri di fame,
i piedi nudi nel sole
pensano alla sabbia di mare,
potresti portarci
i figli la domenica
a respirare aria buona
e la tua donna bella,
che di fiato ha cento baci,
a colorare la pelle bianca sua
e caricarla un giorno in moto
a prender le misure
dalla sartina in centro
ché merita sì
una veste tutta nuova
e un cappellino di paglia in tinta.
- Dai, dammi una mano
che si fa prima a caricare il carro
che stasera voglio portare
a casa due patate dolci
per i miei ragazzi magri -.
 
n.a. Devo dire che quando ho visto questa foto mi sono commossa, la bellezza della luce che filtra, le spalle curvate dal peso del sacco, il fazzoletto legato al collo a raccogliere il sudore e quei piedi nudi sulle assi di legno, mi hanno fatto sembrare l’immagine quasi un dipinto di un santo per mano di Caravaggio, si potrebbe dire santo della fatica e dei sacri-fici che una volta erano sforzo, poco pane e acqua di pozzo. Io che non li ho conosciuti così chiaramente, guardando quest’uomo ho pensato alle migliaia di braccianti che hanno lavorato a testa bassa subendo le peggiori ingiustizie. Ora che il contadino potrebbe vivere meglio, con strumenti, attrezzi e nuove tecnologie, di gente che lavora la terra non se ne vede più, perché il contadino è stato abbandonato dai politici che se ne fregano dell’agraria. A noi è rimasta la tristezza delle solite colture lavorate meccanicamente e con freddezza per chilometri e chilometri di distese di campi. I sentimenti che muovevano le mani dei contadini che lavoravano un loro appezzamento non esistono più. Importiamo dall’estero prodotti che si potrebbero coltivare qui in Italia. Sarebbe ora di ritornare alla terra. Sarebbe ora che chi ha voglia avesse degli incentivi e delle possibilità per vivere la serenità di un campo, la bellezza di vedere nascere piante, frutti e verdure dalla propria terra. Sarebbe proprio ora.
(E qui ci vorrebbe un intervento di Manlio che meglio di me conosce la storia e magari non approverà nessuna delle parole che ho detto).
 
 
 
La foto è tratta dal libro “La fatica per immagini” del prof. Dino Felisati.
 
postato da: barchedicarta alle ore 22:43 | Permalink | commenti (23)
Commenti
#1    26 Ottobre 2009 - 10:47
 
E' una foto bellissima....

baci Cricri
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#2    26 Ottobre 2009 - 11:13
 
Giuste considerazioni le tue, cara Cri cri, riguardo all'abbandono dei campi per il poco impegno dei politici.
E davvero e' significativa del duro travaglio quotidiano, l'immagine del lavoratore.Commuove.
A me ha commosso la tua poesia appassionata e soprattutto quegli ultimi versi:
ché merita sì una veste tutta nuova e un cappellino di paglia in tinta. - Dai, dammi una mano che si fa prima a caricare il carro che stasera voglio portare a casa due patate dolci per i miei ragazzi magri -.



E' proprio bella,brava davvero__Nicole







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#3    26 Ottobre 2009 - 16:02
 
Cara la nostra cantora, la tua saggia riflessione ha colto nel mo segno, metafora per dirti quanto mi ha trapassata.
Non solo le tue parole, ma anche una foto della quale enumeri così analiticamente i meriti e che io quoto.
Sacrificio, che tu additi come un "fare sacro" e non con l'accezione odiena che lo ha "svenato" , compiendo un riprovevole "split"  tra significante e significato.
Mi piace la foto, la prosa che lo correda e..naturalmente il tuo modo di raccontare la mistica della fatica.
Lo evidenzio da me.
Grazie
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#4    26 Ottobre 2009 - 16:52
 
Da una foto, una vita esatta e spietata. Hai descritto la realtà delle mie origini, e non ne saresti stata capace se non fossero state anche le tue. Ti abbraccio.
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#5    26 Ottobre 2009 - 18:35
 
Cara Cristina,
ti ringrazio per avermi invitato ad intervenire.
Mi sono venuti alla mente alcuni pensierini in scarna prosa ma dettati da un impulso emotivo molto forte. Poi mi sono accorto che per metterli nero su bianco ci sarebbero volute un centinaio di pagine. Non potendo pretendere tanto spazio, ancorché si tratti del "tuo" blog, ho ridotto il tutto ad una semplicissima e breve speculazione che qui sotto riporto.
L'Italia non ha mai avuto una seria riforma agraria. La cosiddetta Unità fu realizzata solo per permettere alla borghesia nazionale del Nord di rubare denaro e terreno: quale conferma al mio pensiero scoprire oggi che Gianni Agnelli era un criminale! Lo stesso Cavour fu contraio alla riforma agraria.In Italia l'agricoltura mai ha interessato alcuno: la stessa Chiesa che propugnava come diritto naturale la proprietà della terra si è disfatta della terra non appena da essa non poté più ricavare denaro e potere per dedicarsi ad altri metodi  di arricchimento che le hanno consentito di fare soldi ed acquisire potere: metodi criminali come sono quelli attuati stansdo dietro un computer a comprare qua per vendere là e che fanno fare i soldi con altri soldi e non con il nostro personale lavoro. Nessuno ha mai chiesto, tanto a destra come a sinistra, di fare chiarezza in quello che è stato definito il più grosso scandalo della storia agraria del paese e che fu portato avanti dalla Coldiretti (notoriamente cattolica) e dalla Federconsorzi (notoriamente organizzazione padronale della FIAT). Ce ne sarebbero di cose da dire; ma mi fermo qua.
Ciao   Manlio
utente anonimo

#6    26 Ottobre 2009 - 18:48
 
le parole che ti sono state ispirate da questa foto sono molto belle ed intense, c'è tanto amore ..e la foto è stupenda, tutto è immobile, sospeso ..
 è una sensazione di genuinità, verità, limpidezza quella che riesci a trasmettere, dire altro sarebbe superfluo..
veramente bella 
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#7    26 Ottobre 2009 - 22:41
 
momenti di un tempo in cui il lavoro era fatica fisica...
quella che toglie il fiato e fiacca la schiena...
un tempo in cui bastava un giorno al mare, semplicemente, per seminare sorrisi...


la foto è fantastica...sembra viva...
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#8    27 Ottobre 2009 - 00:16
 
Splendide, la foto (adoro il bianco e nero) e la Poesia... grazie.
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#9    27 Ottobre 2009 - 09:41
 
Buona giornata con sorrisi...
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#10    27 Ottobre 2009 - 14:24
 
la dignità della miseria ...
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#11    27 Ottobre 2009 - 22:02
 
hai ragione, una bella poesia per una foto altrettanto bella.

colore seppia, vita.

ciao!
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#12    28 Ottobre 2009 - 20:21
 
Cara, le tue foto sono bellissime e io ti chiedo scusa se ho letto in ritardo il commento sul mio blog poco frequentato da me. Il primo  è quello 123mae45iasplinder.com. Grazie delle belle parole di incoraggiamento. Il tuo blog mi piace molto , ti conoscevo già e verrò ancora. Un abbraccio  Maria
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#13    29 Ottobre 2009 - 18:14
 
...e mi sono commossa anche io...tinti
utente anonimo

#14    29 Ottobre 2009 - 21:14
 
Come sempre sai scrivere parole che sono immagini...
Un caro abbraccio!
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#15    29 Ottobre 2009 - 23:20
 
i gesti, sai descriverli con maestria e tenerezza, dei ritratti

ciao piccolaveneziana !
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#16    30 Ottobre 2009 - 00:19
 
hai estratto dall'immagine l'anima d'un popolo...che non esiste più!
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#17    30 Ottobre 2009 - 20:52
 
La foto dice più si qualsiasi parola e le tue considerzioni sono giuste. Purtroppo l'ingordigia di pochi ha sacrificato la terra e perciò si importa dall'estero a costi bassissimi e a profitti altissimi ciò che si potrebbe benissimo produrre da noi. La chiamano globalizzazione ma a me sembra speculazione bella e buona che sottrae tanti posti di lavoro. Belli i versi, adeguata sottolineatura alla foto. Un abbraccio e buona serata. Pietro.
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#18    30 Ottobre 2009 - 21:00
 
mi sento di condividere tutto ciò che di belle e di buono è già stato detto.
hai sempre il tocco giusto e qui nel color seppia anche le tue parole fotografano il passato..
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#19    31 Ottobre 2009 - 11:11
 
 Canti la gente. Come può tutta questa storia trovare spazio di versi?

Non so, è difficile ma tu lo rendi possibile...

rimango sempre stupito dei contenuti, dell'anima e lo stile,

un caro saluto

elia
utente anonimo

#20    01 Novembre 2009 - 10:11
 
con il governo che c'é oggi in italia di poetico ci vedo poco...
il neoliberalismo sta invadendo tutti gli stratti, e li dove a volte
cerchiamo genuinità, troviamo solo discorsi creati dal sistema stesso per intrattenere la gente in questioni "minori" forse é ora che gli italiani riprendano il loro paese in mano e smettano di darlo in mano a avvoltoi come oggi é il caso...

la condizioni di governabilità migliorate, certe necessità verranno a galla da sole perché troveranno gente impegnata a farle rispettare,
si non si puo creare da nulla, si deve anche partecipare e non come pecore che guardano quello che succede con malinconia, ma come cittadini coscienti di quello che sta succedendo anche per colpa della negligenza di tutto un popolo....

saluti...

linn
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#21    01 Novembre 2009 - 16:08
 
Bella la foto, commovente la poesia, amaro il testo.
Nel tutto mi ritrovo, mia nonna era contadina.
Eppure ci sono posti, luoghi, ove questo, l'abbandono delle terre, non c'è... in alcuni paesi europei tipo la solita svezia  ... ma anche molto vicino a noi tipo in Trentino, dove l'agricoltura è a carico dello Stato , dove i contadini vengono pagati per rimanere sulla loro terra.
Così s preservano le tradizioni, così si tutela il paesaggio, così si crea ricchezza.
In Italia queste cose nn si sono ancora capite...
Ciao Cri, un bacio :)
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#22    02 Novembre 2009 - 22:05
 
grazie a tutti...
in particolare devo ringraziare Manlio del suo intervento e di avermi mosso nella sua abituale telefonata della sera a pubblicare qualcosa di nuovo qui...
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#23    03 Novembre 2009 - 15:26
 
le patate mericane!
che buone.
anche la zucca in forno.
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Commenti

categoria:bandiere rosse