Silvio Pellico
le mie scuole medie,
all’angolo la vecchietta
con il suo carretto di fogli protocollo
e caramelle al sapor di viola,
spaventati noi, gli anni settanta
e i compiti in classe.
Su e giù di corsa per i treni
dentro inverni e mani di brina
e buffa io in un paltò a quadri
con manicotti di finta pelliccia.
Mattine da stivali di gomma
a cercare un varco
nell’acqua alta che cresceva,
vento di mare sui ponti
e urla di gabbiani tra i capelli,
speranze mai perse
e voti che poco
consolavano il tanto fiato.
Pane caldo di uvetta
e cuori disegnati sui diari,
quanti baci tenuti al petto
amori mai arrivati.
Sezione acca
che non stava mai muta,
amiche tante
e una professoressa piccolina d’italiano
ma grandi donne tutte quante
che stringo al cuore
di una Chioggia lontana.
Prima classificata: la mia prof. d’italiano delle medie.
Seconda classificata: Io me, della serie: poteva mai l’allievo superare il maestro?
È andata, spettacolino con poco spazio alla poesia, con una presentatrice stile escort e non poteva essere diversa la serata con una giunta berlusconiana.
Ospite d’onore: Giancarlo Marinelli, bello come un dio greco, che ha usato parole di grande umanità per Chioggia e anche per me (mi sono fatta autografare il libro “Ti lascio il meglio di me” e sentite, sentite cosa mi ha scritto: - a Cristina che ha la poesia negli occhi – un altro po’ e svengo seduta stante, eheheheheh!!!!
Dice Berto che Venezia sia la città ideale dove dire addio ad una donna o morire, lui citando Berto ha detto che Chioggia è la miglior città dove ricominciare con una donna o rinascere a nuova vita.
E continuando... se Fellini avesse conosciuto Chioggia forse avrebbe girato un film.
Poi a pensarci la vita è davvero strana, le coincidenze delle parole sono strane, pochi giorni fa ho scritto una cosa che metterò presto qui al blog, dove parlo di Chioggia e della spiaggia di Sottomarina nel finir di stagione paragonandola ad Amarcord di Fellini.
La più bella cosa che questo premio mi ha lasciato sono stati gli incontri: con la mia prof. d’italiano delle medie come ho detto, (citata anche nella mia poesia), che ha presentato al concorso tre scritti di grande valore poetico su Chioggia, sua città d’adozione essendo lei marchigiana. Ha raccontato a mia madre che per anni ha portato nel portafogli, fino a che si sono consumati, i nostri temi di scuola di noi ragazze di campagna, lei si sentiva molto simile a noi, giovanissima era al suo primo incarico e veniva da una realtà contadina.
Poi c’era il mio prof. delle magistrali, che delicatamente all’orecchio mi ha bisbigliato che il primo premio lo avrebbe dato a me, lui anni fa è stato colpito da ictus ha la dolcezza di un bambino ormai.
Il buffet è stato ricco e pieno di congratulazioni da parte di tanta gente con lo scambio di quatro ciacole tra poeti e scrittori partecipanti.
La serata si è conclusa al mercato ittico di Chioggia, dove si svolgono le aste del pesce al mattino presto. Ricordo di aver lavorato lì da ragazza come novantina per il comune, ricordo che mi alzavo alle 5.00 di mattina per arrivare all’ufficio comunale interno per preparare i fogli d’asta per i pescatori, un’esperienza che porterò nel cuore per sempre.
Ma comunque per finire, qui c’era la manifestazione conclusiva per l’arrivo al Porto di Chioggia del sottomarino Salvatore Todaro, che fu un illustre personaggio chioggiotto, comandante di sommergibili durante la IIª guerra mondiale. Non so cosa ci facevo io all’interno di quella festa con luci e riflettori dove sfilava tutta la marina militare e una Matilde Brandi elegantissima che presentava, io che sono una pacifista non lo so davvero cosa ci facevo lì. Fatto sta che ci hanno voluti sul palco, ci hanno consegnato una pergamena e poi ci siamo avviati verso casa, sulle note di un gruppo jazz bravissimo con una cantante dalla voce adorabile che cantava “addio Venezia, addio”.